Verso la Strategia Europea Anti povertà
di Nicoletta Teodosi (Presidente di CILAP EAPN Italia e Assistente sociale professionista,
esperto ratione materie presso INPS)
Il 24 febbraio 2025, presso il CSV Lazio, si è svolto un incontro sulla Strategia Europea Anti
povertà per avviare un confronto, un tentativo di ragionamento sulle prospettive della Strategia
europea anti povertà. È un periodo complesso, ci sono tagli considerevoli anche sul bilancio
europeo in favore delle spese per armamenti.
Perché l’Europa ha bisogno di una Strategia Anti Povertà?
Nonostante gli interventi per ridurre la povertà in Europa, nel 2022 erano 93.5 ml le persone nella
UE (22% della popolazione) ad essere a rischio di povertà ed esclusione sociale. Nel 2023 erano
oltre 13 milioni di persone in Italia, nonostante le misure anti povertà avviate negli anni, che però
hanno inciso relativamente nella vita delle persone.
La risposta alle domande quindi è chiara:
l’UE e i sui Stati membri non hanno affrontato adeguatamente la povertà e l’esclusione
sociale.
Anche se riconosciamo gli sforzi degli ultimi anni, come la Raccomandazione del Consiglio sul
Reddito Minimo Adeguato o sulla Garanzia per l’Infanzia (Child Guarantee) molte misure e
strumenti non sono state ancora applicate.
Quando si è a rischio di povertà e di esclusione sociale? se si vive in una famiglia a bassa
intensità di lavoro, oppure si ha una grave deprivazione materiale e sociale. E’ sufficiente una di
queste condizioni per essere a rischio di povertà ed esclusione sociale.
European Anti Poverty Network (EAPN), di cui Cilap è la sezione italiana, si occupa di Povertà sin
dalla sua costituzione nel 1990 e se non si è ancora riusciti a eliminarla o ridurla in maniera efficace
è perché la complessità della povertà non è mai stata affrontata da una vera Strategia europea.
Finora l’UE si è avvicinata alla povertà soprattutto dal punto di vista socio-economico e
individuale, senza considerare le complessità e le cause che conducono alla povertà.
Nei primi anni ’90 si parlava poco di povertà a livello di Media generalisti, non si era ancora
formata una opinione pubblica sensibile. Povertà era un termine che veniva usato solo da chi
lavorava con gli anziani, i disabili, gli immigrati, i senza dimora, le famiglie numerose, le madri
singole. Eravamo operatori sociali più o meno formati o professionalizzati, organizzati in
cooperative sociali, associazioni, volontariato. Le parrocchie erano antenne sui territori.
Cosa è la povertà? La Povertà viola i diritti fondamentali: tocca il diritto di uguaglianza, non
discriminazione e dignità umana; è molto di più della deprivazione materiale, è anche
deprivazione sociale e psicologica.
La Povertà ha le sue radici nella ingiustizia sistemica e strutturale, scaturisce da una disuguale
distribuzione della ricchezza e delle risorse. Si interseca con le relazioni di potere e le storiche
ineguaglianze basate sul genere, cultura, etnicità, religione, status migratorio, età, orientamento
sessuale e disabilità.
Quindi, perché è necessaria una Strategia anti povertà nonostante questo momento sia tra i
peggiori? la guerra in Ucraina, la infinita guerra in Medio oriente, in Congo, la fame in Sud Sudan
e Yemen. Le elezioni americane di novembre di certo non hanno aiutato la situazione a livello
globale. È un brutto periodo.
Quando abbiamo iniziato a pensare alla Strategia europea anti povertà (novembre 2024) ci siamo
domandati anche cosa fare, di certo non ci saremmo aspettati la situazione che abbiamo ora. Ci
siamo domandati: Non facciamo niente? oppure? Abbiamo deciso di andare avanti non per ignorare
quello che sta accadendo globalmente, ma cercare di attaccarci ai diritti e ai principi che abbiamo
costruito e sostenuto nel tempo.
La conclusione è chiara: nella UE e negli stati membri non è stata affrontata adeguatamente la
povertà e l’esclusione sociale. Perché? Perché è stato preso in considerazione solo l’aspetto
socioeconomico: se hai fallito la colpa è del povero, se non hai un reddito, un lavoro, la possibilità
di arrivare a fine mese la colpa è del povero. Il vinto dalla vita è responsabile della sua condizione.
Finora le Strategie messe in atto sono state centrate soluzioni socio-economiche e occupazionali
Questo approccio limitato ha contribuito alla persistenza della povertà nella UE.
Per cambiare questa situazione si dovrebbe:
1. Sradicare la povertà, non solo alleviare le condizioni delle persone in povertà
2. Considerare gli aspetti complessi e multidimensionali della povertà
3. Affrontare le cause strutturali e sistemiche della povertà
Conclusioni: le persone prima di tutto
Con questo incontro abbiamo iniziato a costruire una nostra Road map verso la Strategia italiana
che conduca allo sradicamento della povertà e chiediamo agli operatori e assistenti sociali degli
enti, pubblici e privati, di aderire per contribuire ad una Strategia che sia impattante per e con le
persone in povertà.